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Calcio e basket, scontro tra Abodi e Malagò sul controllo dei bilanci dei club

Ministro dello Sport e presidente del Coni si confrontano sulla nuova agenzia governativa per il controllo finanziario dei club

di Marco Bellinazzo

Aggiornato 06 maggio 2024; 20:23

Il ministro per lo Sport Abodi in rotta col presidente del Coni Malagò

4' di lettura

Uno spiraglio di dialogo si è aperto in serata per ricucire lo strappo istituzionale che sta investendo lo sport italiano dopo la diffusione della «bozza» sulla nuova agenzia governativa deputata a controllare i bilanci dei club di calcio e basket professionistici. Dopo il Consiglio federale di lunedì 6 maggio, per discutere della vicenda, il presidente della Figc Gabriele Gravina ha chiesto un incontro, insieme al presidente del Coni, Giovanni Malagò, al ministro per lo Sport e per i giovani Andrea Abodi. Una richiesta subito accolta da Abodi che ha espresso la disponibilità a incontrare i vertici dello sport e del calcio italiano. Un’apertura che sembra appunto aprire al diaologo in vista di quella riscrittura della “bozza” fin qui circolata cui Abodi aveva fatto riferimento in mattinata. Anche se il ministro, in una nota, ribadisce l’obiettivo di «configurare uno strumento terzo, nell’interesse comune di rendere più efficiente, credibile, sostenibile e competitivo il sistema calcistico nazionale».

Le note dopo riuniuone Figc

«Dopo l’incontro tra le componenti federali riunite a Roma presso la Figc, nel quale è stata condivisa l’unanime contrarietà al progetto di istituzione della cosiddetta ’Agenzia per la vigilanza economica e finanziaria sulle società sportive professionistiche’, così come presentato nella bozza inviata il 3 maggio dal Ministero per lo Sport, il presidente Gabriele Gravina chiederà al Ministro Abodi di aprire un confronto urgente sul tema, assieme al n.1 del Coni Malagò». Questo invece il contenuto del comunicato diffuso dalla Federcalcio che ha sottolineato anche come «durante la riunione siano state evidenziate diverse criticità formali e sostanziali ed è stata manifesta sin da ora la massima disponibilità al confronto nel rispetto dell’autonomia dello sport».

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Le accuse di Malagò

In mattinata, il presidende del Coni, Giovanni Malagò, aveva parlato di una «norma sbagliata già dalla forma» e del rischio di «una figuraccia mondiale». Per Malagò, «a prescindere dal fatto di sostanza, c’è un fatto di forma: il Coni ha letto quel documento su Repubblica e poi sulle agenzie. E la bozza l’ha ottenuta solo tramite la Figc, che l’aveva ricevuta poco prima dal ministro. Mi sarei aspettato quantomeno che fosse inviata anche a noi. Questo è il buongiorno della storia».

Malagò ha sottolineato il pericolo di una invasione degli spazi di autonomia dello sport. «Se Uefa e Fifa accetteranno serenamente questa ingerenza politica nel calcio italiano? Ho seri dubbi che questo discorso possa essere accettato dagli organismi sportivi internazionali. Quindi, quantomeno, prima di prendere qualsiasi posizione a livello normativo, questo va verificato. Altrimenti si rischia la figuraccia mondiale e, purtroppo, i governi italiani non sono nuovi a situazioni simili. In passato, sono state sostenute posizioni che poi sono stati costretti a modificare. Ci eravamo già passati».

La replica del ministro dello Sport

Abodi ha replicato ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. «Mi auguro che si adottino i giusti toni e si pensi a un interesse generale per una Serie A sempre più competitiva. Non si è arrivati ancora a una riforma, ma mi auguro che accada nei prossimi mesi, senza interessi particolari e con la giusta educazione istituzionale. Il documento sui controlli finanziari al calcio e allo sport Giovanni Malagò l’ha avuto dal presidente federale, un testo non definitivo. Anche io cerco di stare attento alla forma, ma il linguaggio usato dal presidente del Coni non mi sembra il più formale, tenendo conto delle circostanze», ha detto Abodi a Rai Radio 1. «Siamo tutti al servizio dell’interesse generale. Questo ha portato le istituzioni a porsi il problema di un organo terzo, indipendente, autorevole. Non perché Covisoc non lo sia, ma perché non è terzo, è all’interno del perimetro federale».

Abodi ha aggiunto: «Controlli della Covisoc non così affidabili? Diciamo che abbiamo sempre margini di miglioramento. La bozza non è relativa solo a questo tema, è il primo decreto dopo vent’anni dedicato solo allo sport e ha caratteri d’urgenza. Sul tema ho visto tanta agitazione e anche alcune inesattezze relativamente all’attentato dell’autonomia. Avrei voluto che lo stesso fermento si manifestasse quando sono stati stralciati debiti fiscali di squadre di club professionistici di A, B e C per oltre 100 milioni soltanto negli ultimi due anni. Evidentemente i controlli non hanno consentito di fermare alcune realtà o comunque di allertare alcune situazioni critiche. Peraltro è una bozza soggetta a ulteriori contributi, la giornata odierna mi auguro sia propizia. La bozza è stata fatta uscire indebitamente, in maniera non corretta e quindi si è data una lettura non definitiva a un testo non definitivo. A volte basta solo un po’ di buonsenso e di tranquillità. Mi domando come mai tanta agitazione, stiamo parlando semplicemente di controlli finanziari, che dovrebbero essere quasi un fattore indifferente. Devono essere fatti bene e possibilmente anche in modo indipendente e terzo. Nulla viene toccato relativamente alla definizione dei criteri da parte della Federcalcio, nulla viene toccato per l’attribuzione delle licenze per la partecipazione dei campionati. Vorrei sapere dov’è l’attentato all’autonomia dello sport. I controlli non hanno consentito di fermare alcune realtà, è una bozza che è soggetta, come detto a Gravina, ad ulteriori contributi. La giornata odierna mi auguro sia propizia. È stata fatta uscire questa bozza indebitamente, in maniera anche non corretta e si è data lettura non definitiva ad un testo non definitivo. A volte basta solo buon senso».

Il tema dell’autonomia

Sulla questione del possibile intervento di Uefa e Fifa, Abodi precisa: «Qui non è minimamente toccata l’autonomia sportiva. Si sta semplicemente attribuendo a un soggetto terzo i controlli finanziari, che non rientrano minimamente nelle scelte sportive che sono prerogativa assoluta della Federcalcio». Quanto al costo della nuova agenzia a carico dei club? «Anche questo è un tema di cui stiamo parlando. Nell’ambito di un mondo che ha un turnover finanziari di diversi miliardi, due milioni e mezzo sarebbero un investimento in sicurezza e in terzietà di cui hanno bisogno soprattutto quei club che pagano regolarmente e che chiedono che le stesse regole vengano rispettate da tutti, anche per garantire l’equa competizione».

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