“Sei cristiano, devi morire”. In Pakistan, Asif è stato condannato a morte nel silenzio dei media

12 Set 2020 13:32 - di Laura Ferrari

Nuovo capitolo nella quotidiana strage di cristiani nel mondo. Un tribunale di Lahore ha condannato a morte un cristiano per “blasfemia” lo scorso 8 settembre. A renderlo noto è stato il suo avvocato. Asif Pervaiz, 37 anni, si trova in galera dal 2013.

La storia di Asif, emblematica

Lo ha denunciato il suo datore di lavoro, che cercava di spingerlo alla conversione all’Islam. Ottenuto il rifiuto, ha accusato Asif di avergli inviato messaggi telefonici offensivi dei musulmani e di Maometto.

 

Il tribunale ha respinto la sua testimonianza in cui ha negato le accuse e lo ha condannato a morte. “Il denunciante era un supervisore in una fabbrica di calze in cui Asif lavorava”, ha detto l’avvocato di Asif, Saif-ul-Malook. “L’imputato ha negato le accuse e ha detto che quest’uomo stava cercando di convincerlo a convertirsi all’Islam”.

Il Partito nazionale cristiano del Pakistan ha anche diffuso una lista di altri 24 cristiani falsamente accusati di blasfemia e che giacciono in prigione. Fra essi vi sono: Nadeem Samson, Patrus Masih, Hamyon Faisal, Sawan Masih, Anwer Masih, Asif Stephen, Amoon Ayoub, Zafar Masih, Shahbaz Masih, Qaiser Ayoub, Imran Ghafoor, Noman Ashgar, Ishfaq Masih, Adnan Prince, David, Sunny Mushtaq, Nobeal Masih, Saleem Masih, Nadeem James, Shafqat Emanuel, Stephen Masih, Yaqoob Bashif e Shagufta Kausar.

La drammatica testimonianza di Asia Bibi

La perseguitata cristiana Asia Bibi, per dieci anni in carcere in Pakistan per non tradire la sua fede, ieri è stata intervistata da Aiuto alla Chiesa che soffre. La martire cristina, che solo recentemente ha trovato asilo in Occidente, si è rivolta al «primo ministro del pakistan specialmente per le vittime della legge sulla blasfemia e per le ragazze convertite con la forza, perché tuteli e protegga le minoranze». Il video rappresenta una testimonianza drammatica, ignorata e taciuta dai media occidentali.

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